Francia e Italia: destinazioni diverse per investimenti differenti

Pubblicata 08 Luglio 2016

Investire nell’acquisto di un immobile è una pratica certamente complessa e occorre prendere in considerazione un’ampia gamma di fattori rilevanti per evitare di incorrere in rischi spiacevoli o compiere scelte non ben ponderate. L’evoluzione del mercato immobiliare è influenzata enormemente da alcune variabili, quali l’economia globale e la situazione specifica del Paese e della località cui si fa riferimento. Chi sta accarezzando l’idea di procedere a un investimento immobiliare potrebbe valutare due alternative interessanti come Italia e Francia. E' importante tracciare un profilo generale di entrambi i paesi allo scopo di evidenziare le principali peculiarità e differenze.

Perché investire?

Può essere utile evidenziare alcuni elementi che rendono attraente la prospettiva di un investimento immobiliare. Il fattore economico è certamente primario. L’acquisto di un immobile in località vantaggiose da affittare per brevi o lunghi periodi consente di avere degli introiti costanti lungo l’arco dell’anno. Molto spesso, poi, le autorità competenti dei vari Paesi cercano di promuovere la positiva evoluzione del settore immobiliare attraverso misure fiscali che agevolano gli investitori, riducendo le spese fiscali cui questi devono far fronte. Inoltre, gioca a favore degli investimenti immobiliari la natura stessa del bene in oggetto, di cui si avvertirà sempre la necessità e che garantisce una lunga durata nel tempo.

La situazione immobiliare italiana

Il mercato immobiliare italiano affronta indubbiamente delle difficoltà dovute principalmente allo stato di salute dell’economica globale e nostrana, ancora alle prese con i postumi di una durissima crisi economica, squilibri fra redditi tendenzialmente bassi e costi abitativi in crescita, burocrazia spesso opprimente e percentuali di tasse sulla casa fra le più alte d’Europa. La situazione è comunque variabile sul territorio nazionale. Fra i luoghi in cui le prospettive appaiono ad ogni modo positive spicca senza dubbio Milano, centro di interesse internazionale con rilevanza crescente, soprattutto in seguito ad eventi di grande risonanza come l’Expo del 2015. L’interesse, tuttavia, è pressoché costante anche in località tradizionalmente attraenti quali la Toscana, Venezia, Roma e i principali laghi nel nord del Paese. In questi luoghi, una delle soluzioni maggiormente praticate da investitori di ogni nazionalità è l’acquisto di un immobile da affittare ai vacanzieri che in ogni periodo dell’anno si recano nel Bel Paese, destinazione turistica fra le più ambite al mondo, e che molto spesso desiderano scegliere autonomamente le proprie soluzioni di pernottamento. Questa modalità di investimento può sicuramente rivelarsi efficace sul medio-lungo periodo, principalmente grazie alla costante preminenza turistica che l’Italia ricopre a livello mondiale.

Il contesto francese

Un investimento immobiliare in Francia ha delle ottime probabilità di generare profitti cospicui e presentare rischi molto contenuti. La prospettiva del buy-to-let nel Paese transalpino appare particolarmente redditizia nei luoghi che accolgono i maggiori flussi turistici, ossia la capitale Parigi, i più esclusivi centri della Costa Azzurra e della Provenza, le località montane ai piedi delle Alpi e i dintorni di Bordeaux, noti per le produzioni vinicole d’eccellenza. Il mercato immobiliare francese è dunque molto florido e interessante per gli investitori nazionali e stranieri, ma le condizioni sono certamente diverse da quelle applicabili al contesto italiano. Il regime fiscale assicura un notevole mano aiuto a chi stia valutando questo tipo di operazione. Fra i molti vantaggi di cui si può usufruire, impossibile non menzionare il regime LMNP: questo consiste nella locazione di un appartamento ammobiliato a titolo non professionale e consente al locatore di dedurre tutte le spese di investimento ad esso relative, fra cui gli interessi sui prestiti, le spese notarili e condominiali. È possibile inoltre procedere al recupero dell’IVA ed evitare di incorrere in una doppia tassazione grazie agli specifici provvedimenti presi dal governo francese per favorire lo sviluppo del settore.

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